Io sopravvissuto…

Il ricordo di quel maledetto 24 agosto…

L’estate sta finendo…cantavano i Righeira anni fa, ed era quello che quel 23 agosto ci ripetevamo, stando seduti sulle panche della piazza, sapendo però che saremmo rimasti, almeno io e Laura, fino al 3 settembre, periodo forse più bello, meno gente, meno chiacchere, e lì mi sarei goduto Grisciano e la mia casa….
Che bello stare qui…
Il pomeriggio è scivolato tra risate, aperitivo, in attesa di andare ad Arquata del Tronto a 3 chilometri, per vedere la partita, sulla piazzetta di Borgo al bar di Ciccio ( noto laziale, ma che per l’occasione, visti i tanti tifosi giallorossi, tifava anche lui con noi…potere del commercio…). Arriviamo puntuali, anzi forse anche prima, perché se non trovi i posti davanti, rimani dietro e addio telecronaca…
…Mah, il risultato si sa, diciamo che non era proprio quello che ci aspettavamo, ed allora scatta il piano B, Toni , Adriano, Alessandro ed io ( come si dice a Roma, bocche sicure…), decidiamo di dimenticare la sconfitta andando da Giampiero alla “Vecchia Ruota”, per il nostro classico trittico…Fettuccine alla vecchia ruota, la nostra mitica Gricia e per digerire un’amatriciana…
Mezzanotte… usciamo dal ristorante non dico contenti, la sconfitta pesava più del trittico sullo stomaco, ma soddisfatti per aver passato un’altra serata insieme agli amici di sempre…camminando verso casa abbiamo alzato gli occhi al cielo e siamo rimasti sbalorditi da quante stelle ci fossero, la temperatura era giusta, né freddo né caldo, continuavamo a camminare guardando su nel cielo… “Ammazza quante stelle, a Roma mica so così tante…”
Che bello stare qui, non voglio andar via…
Arriviamo sotto casa, e lì ad organizzare per il giorno dopo, escursione/passeggiata alla piana di Castelluccio e monte Vettore, per poi inevitabilmente finire con le gambe sotto al tavolino dal grande Gino Quattrociocchi, al rifugio degli alpini a Forca di Presta…
Che bello stare qui… “Dai tutti a ninna che domani sarà dura…” Tutti a ridere…
3,36… improvvisamente nel sonno, sento il letto sollevarsi dai piedi, come se fosse entrato qualcuno che per mettermi paura, e c’era riuscito pure bene, lo avesse sollevato e lo faceva sbattere contro il muro, se non fosse stato per i sassi che ci cadevano in testa, ero sicuro che c’era qualcuno in casa. A quel punto realizzo immediatamente che si tratta del terremoto, io e Laura ci alziamo subito dal letto, provo ad accendere la luce, …niente, per istinto mi metto sotto lo stipite della porta, mentre Laura annaspa cercando qualcosa. Cade il comodino davanti a me e il mio telefonino in carica, si stacca dalla presa ed illumina la stanza piena di polvere e terra, scatto a prenderlo, faccio luce Laura che trova il suo cellulare, e lì c’è la seconda scossa forse più forte della prima……via, via… Passando davanti la stanza di Edo guardo dentro e vedo il cielo, “oddio è crollato il tetto…” e Edo è andato via ieri e neanche voleva andare… Corriamo giù per le scale, senza pensare che dal terzo piano dove dormivamo, potevamo trovare un buco nero al posto delle scale, ma le gambe non le comandi quando senti tremare tutto ed i sassi ti continuano a cadere in testa…”corri Là corri”… giù per le scale… nella mia mente, mentre scendiamo penso che avrei trovato la porta con il paletto di ferro messo per chiudere, le chiavi le avevo lasciate attaccate, meno male…”corri Là corri”…arrivati davanti alla porta di entrata, tolgo il paletto giro la chiave ed usciamo…pericoloso dicono gli esperti di terremoti… seh seh, aperta la porta, fuori in 2 secondi…

Oddio ma che è successo…incontriamo delle persone che vagano dicendo” state bene…” “Andiamo da mamma” dice Laura… Certo, sua mamma, che vive da sola poco distante da noi. Giriamo l’angolo, della via, ci investe una nuvola di polvere, la luce della luna dall’alto mi sorprende… da qui non la dovevo vedere, qui c’era una casa come faccio a vedere il cielo da qui ? Già, qui c’era una casa…. ora una montagna di sassi… fortunatamente quella casa era vuota da tempo…
Arriviamo da Bianca, mia suocera 85 anni, di terremoti nella sua vita ne ha sentiti e vissuti tanti, essendo nata qui a Grisciano, ma ripete” come questo… ,”fortunatamente la sua casa ha retto bene , essendo costruita negli anni 80, con altri criteri, rispetto alle altre come la mia costruite tra il 1500 ed il 1800…la facciamo uscire, è già tutta vestita, un fenomeno, e noi in pigiama ad accompagnarla in un luogo aperto dove stanno arrivando tutti….
Fantasmi spauriti, impolverati, scalzi, chi in mutande, chi con l’accappatoio, chi con un semplice asciugamano sopra le spalle, quello che scappando si trovava a portata di mano.
Cominciamo a contarci, “Hai visto Michele? Oh qualcuno ha visto Michele ??? Sì l’ho visto io tranquilli, sta bene…” Dopo 10 minuti stiamo tutti in piazza all’aperto ed al sicuro, arriva Alessandro, “ mamma è rimasta sotto, non c’è l’ho fatta a liberarla, ho salvato solo la badante…” Mamma mia Ale… che brutta cosa, lo abbraccio…Sofia… poverina…
Mi giro verso casa, cazzarola la mia macchina sta lì, sotto casa e se crolla? Corro verso il portone, guardo casa appoggio le mani sulla porta , apro e guardo dentro… tutto fermo, non ci sono stati crolli lì sotto all’ingresso…, riguardo casa…”Oh nun te move eh !!!” E via sulle scale a prendere le chiavi della macchina in cucina al primo piano…e via giù di corsa…. Esco… “cavolo i documenti”, dentro al borsello, con le chiavi di Roma…mi rigiro riguardo casa…” Bona eh !!!!” Via su per le scale ancora una volta, lucidamente ricordavo dove lo avevo messo, riscendendo prendo anche tutti i giacconi che mi capitano a tiro sull’attaccapanni… Via, giù di nuovo…fuori. Entro in macchina provo a spostarla… “Cavolo Ale mi ha incastrato con la sua”… riesco a malapena a fare pochi centimetri per liberarmi, dietro ci sono sassi e coppi caduti dai tetti ed io sto qui dentro che non riesco a spostarmi, penso, “ Guarda come va a finire eh? “. Piano piano, montando con le ruote sopra sassi e detriti riesco a liberare la macchina, fonte di calore prima di tutto e poi di fuga, male che va… Raggiungo la piazza, piena di gente, gente che conosci da tanti anni, in un piccolo paese ci si conosce tutti, è facile fare un censimento rapido….manca solo la povera Sofia, non ce l’ha fatta…
E’ tutto buio siamo tutti intirizziti, tutti impauriti… improvvisamente ecco un’altra scossa, quella che tutti anche da Roma hanno sentito bene, ma che noi abbiamo anche “visto”, perché sono crollati muri e tetti davanti a noi… Da lontano si cominciano a vedere lampeggianti dei soccorsi, uniche luci che riusciamo a vedere, è tutto buio… Pian piano arriva l’alba, e cominciamo a capire e vedere cosa è veramente successo…secoli di storia, anni di risate e sacrifici, persone, bambini, amici, cancellati in un maledetto minuto…
e siamo vivi…

…come era bello stare lì….
Fabrizio Filabozzi 24/08/2016

1 thought on “Io sopravvissuto…”

  1. Fabrizio ho letto solo oggi il tuo racconto e ho le lacrime agli occhi, ringrazio solo il Signore che a Grisciano non è stata una strage! 😘

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